GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE SCENDIAMO IN PIAZZA

GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE SCENDIAMO IN PIAZZA

insieme agli studenti universitari delle altre facoltà di Firenze e insieme ai lavoratori

La giornata mondiale della conoscenza cade quest’anno in un momento cruciale: il rischio che grava su ciascun componente della società italiana è altissimo, sebbene la percezione di questo pericolo non sia altrettanto matura.
Perchè andare dunque in piazza ora?

Badate bene: qui nessuno sta puntando capricciosamente i piedi, nessuno vuole sottrarsi dal fare dei sacrifici; quello che noi andremo a dire, quello che è necessario affermare con forz a, è che i sacrifici da compiere, inevitabili ormai, devono essere ripartiti in maniera giusta.

Giustizia è una parola attorno a cui ci vogliamo stringere, per dire che noi studenti non siamo dei ragazzini viziati, che i lavoratori non sono dei privilegiati abbarbicati ai propri diritti, che siamo tutte persone di buon senso pronte a fare la propria parte,

ma troviamo intollerabile che i sacrifici maggiori vengano scaricati sulle fasce  meno tutelate della società, su chi ha finora vissuto onestamente del proprio lavoro e su chi un lavoro a stento riuscirà a trovarlo, senza invece toccare chi di questa crisi è proprio il responsabile (pensioni e tasse universitarie sì ma tassa sulle transazioni finanziarie no, per esempio).

Un’altra parola è credibilità. Se ne parla tanto in questi giorni, ma quasi sempre impropriamente: il nostro Paese non è credibile, ma perchè? Non solo per le vicende grottesche di Berlusconi, sicuramente, o per il debito pubblico ,che non è superiore a quello di tanti altri Paesi.

Pensiamo invece al fatto che in Italia si spende ogni anno nell’Università un quarto di quel che si spende per l’esercito, e il numero dei giovani che studiano e che lavorano sta diminuendo sempre più.

Pensiamo al fatto che alluvioni e terremoti producono da noi danni come solo nei Paesi del Terzo mondo, e ci costano più del peggior crollo della Borsa, e nonostante questo anche questa manovra incentiva la speculazione edilizia e il danneggiamento del territorio.

Pensiamo al fatto che l’opposizione sta lasciando passare senza opporsi una manovra in cui si liberalizza la vendita delle armi, dicendo che è per uscire dalla crisi.

Credibilità non vuol dire solo indici astratti, vuol dire mostrare di saper progettare un futuro, parlare dei grandi temi apertamente senza sotterfugi, ed è  proprio quello che questo sistema economico e politico non sa fare, ogni giorno è più evidente.

Dunque andiamo in piazza per reclamare giustizia nella gestione della crisi e, in fondo, per quell’anelito che muove cuori e menti umane dalla notte dei tempi: creare una società migliore.

TIROCINIO DEL V ANNO

Firenze, 10 Novembre 2011

Alla Cortese attenzione del Presidente del Consiglio di Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia,  Prof. Rosa Valanzano.

Noi studenti del V anno di Medicina e Chirurgia ci siamo riuniti in assemblea, per discutere dell’organizzazione del tirocinio del II semestre del V anno stesso, e abbiamo approvato all’unanimità il presente documento.

Siamo in disaccordo con il sistema adottato nell’anno precedente per assegnare le sedi di tirocinio, che suddivideva casualmente gli studenti tra i diversi ospedali senza tener conto delle distanze che questi si trovavano a percorrere, in un’area come quella fiorentina caratterizzata da carenze crescenti nei servizi di trasporto pubblico, e da un traffico che spesso paralizza la città; e che hanno portato alcuni studenti a trascorrere 5 e più ore al giorno in viaggio.

Crediamo che tutti gli studenti debbano avere ugualmente il diritto di usufruire di un tirocinio il più possibile formativo e coinvolgente (quindi con il tempo di riscontrare sui libri quanto appreso in corsia, e di riposarsi per poter essere sempre attenti ed efficienti), e sappiamo che questo, con gli orari che il tirocinio prevede (8-17), non è stato possibile per tutti negli anni scorsi.

Questo per tacere l’aspetto economico, sempre più importante nei tempi in cui ci troviamo, e in un’ Università che da questo punto di vista non garantisce alcun rimborso, e anzi esige Tasse anche piuttosto alte.

Pertanto proponiamo che da quest’anno in corso lo studente possa indicare gli ospedali che è in condizione di raggiungere con il minimo disagio, come è consentito fare agli studenti di altri Corsi di Laurea di questa stessa Facoltà.

Sulle modalità siamo aperti al più ampio confronto:

-una possibilità potrebbe essere quella di indicare le preferenze, ad esempio ordinando gli ospedali possibili o scegliendone tre, sul foglio che lo studente deve compilare alla fine della sessione esami Gennaio-Febbraio (quello in cui si indicano gli esami sostenuti e i reparti facoltativi prescelti).

-oppure potremmo chiedere allo CSIAF di predisporre una pagina web, simile a quella della prenotazione degli esami, con la scelta tra i diversi ospedali.

In ogni caso, la segreteria dovrebbe essere messa in condizione di avere una lista delle compatibilità di sede degli studenti, e provvedere agli incroci su quella base manualmente o con programmi dedicati, cercando il più possibile di accontentare tutti (cominciando ovviamente dai tirocini più lunghi, quali medicina interna e  secondariamente chirurgia generale, DEA, e infine Terapia Intensiva)

Qualora il sovraccarico di lavoro per la segreteria nell’attuazione di questo sistema dovesse risultare insostenibile, per quest’anno uno o più studenti possono offrirsi volontariamente di aiutare nell’elaborare gli incastri: per gli anni successivi suggeriamo una misura che potrebbe risultare utile anche in altre fasi di alta densità di lavoro dell’Anno Accademico, ovvero di richiedere, come fanno altri Corsi di Laurea, l’assegnazione alla segreteria di uno studente del Programma di Collaborazione a tempo Parziale degli studenti (150 ore, o 400 ore).

In un quadro come questo, in cui le difficoltà di spostamento degli studenti (i quali, ricordiamo, al momento dell’iscrizione hanno messo in conto esclusivamente gli spostamenti verso Careggi) vengono prese in considerazione, avremmo un’ulteriore proposta a nostro avviso migliorativa per il tirocinio:

sul modello del reparto di Medicina di Castelfiorentino, al quale già adesso sono giustamente assegnati unicamente gli studenti che abitano nei dintorni, la Presidenza potrebbe chiedere la disponibilità di altri reparti di ospedali periferici ad accogliere studenti. (ad esempio Pistoia, Figline Valdarno, Borgo San Lorenzo, Empoli,  per citare ospedali in cui sono presenti sedi distaccate della Facoltà, e che quindi potrebbero essere aperte ad un’ulteriore integrazione, oppure Arezzo) Anche qui sarebbero destinati gli studenti che abitano nei dintorni, che sono di solito presenti in un certo  numero in ciascun anno.

In questo modo si potrebbe risolvere un’altra criticità del tirocinio, inerente al fatto che alcuni dei reparti di Careggi in cui si svolge il tirocinio di Medicina Interna non sono reparti di Medicina Interna e quindi il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati dal tirocinio non è in questi casi possibile.

Inoltre questo aumento degli ospedali coinvolti potrebbe essere vitale per mantenere la qualità del tirocinio nel corso degli anni futuri, quando arriveranno al V anno gli studenti degli attuali primi 2 anni, che sono in numero maggiore di noi.

Gli studenti del V anno

15 ottobre: United for Global Change

“La borghesia (oggi diremmo: gli avventurieri dell’industria e della finanza) è incapace di dominare poiché incapace di assicurare al suo schiavo l’esistenza persino nei limiti della sua schiavitù, poiché è costretta a lasciarlo cadere in condizioni tali da doverlo nutrire anzichè essere nutrita.”
K. Marx
Gli ultimi tempi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di attacchi speculativi al bilancio pubblico di numerosi Paesi Europei e del Mediterraneo, con conseguenti annunci di tagli alla spesa pubblica da parte dei governi. Nel palcoscenico di queste azioni tuttavia i governi rappresentano soltanto l’esecutore finale, poiché le decisioni vengono prese altrove. Sono infatti le elìte finanziarie europee ( BCE, FMI etc.) che al motto di There Is No Alternative (TINA) impongono una politica di austerity che prevede tagli, privatizzazioni, aumento di tasse e del tasso di sfruttamento, il tutto scaricato sulla qualità di lavoro e di vita dei cittadini.
L’applicazione di questo tipo di politica ha come unico scopo la stabilità dei mercati in modo da rendere gli investimenti dei ricchi speculatori e affaristi meno rischiosi: ma nessuno poi pretende che questi investimenti vengano indirizzati in qualcosa di utile alla collettività.
I governi che ci ripropongono sempre la stessa solfa neoliberista sono in realtà commissariati; i singoli Paesi rappresentano infatti delle variazioni regressive su un tema composto altrove. Questa assenza di sovranità del governo sul pubblico bilancio sta per essere sancita e concretizzata nella Costituzione attraverso l’introduzione di una regola aurea che obbliga il pareggio del bilancio e la crescita ad ogni costo.

La verità è che ci troviamo nell’intervallo fra due crisi, senza segnali di inversione di tendenza, segno di un sistema che è semplicemente fermo e incapace di garantire uno sviluppo futuro. Eppure, fior fior di pseudo economisti, politici e giornalisti ripetono che bisogna andare avanti in questa direzione di tagli, che bisogna “fare scelte coraggiose”: anche se nella storia queste scelte non hanno mai funzionato, e gli unici Paesi usciti da una situazione di default sono quelli che hanno deciso di ignorare questo tipo di ricette (come l’Argentina). Seguire politiche che si sono dimostrate fallimentari non è coraggioso, è criminale.
Il 15 ottobre aderiremo alla manifestazione di Roma perchè noi crediamo che a questa crisi infinita ci sia un’ alternativa, e che sia nella direzione che gli organizzatori propongono: la visione di un progetto collettivo grande, che non parta dalla distruzione dei beni comuni ma dalla loro valorizzazione.

In ciò si presenta come prosieguo delle lotte dello scorso anno, accomunate dal desiderio di protezione dei beni comuni e che portarono a vari successi (primi fra tutti i Referendum di giugno )  l’acquisizione di una coscienza civile.Così come in passato anche oggi scendiamo in piazza spinti da un’analisi politica, sociale ed economica volta a costruire un’alternativa efficace e risolutiva. E’ la voce di molteplici e plurali forze sociali ed energie collettive che chiedono una ridistribuzione equa della ricchezza, uno stato sociale garantista ed il totale rifiuto di un progetto che vuol farci pagare non solo la crisi, ma anche la sua palliativa soluzione.

Riteniamo che la soluzione debba anche uscire dalla sfera economica per entrare in quella civile del cittadino; in quest’ottica è necessario parlare di creatività e innovazione. Bisogna capire che non si ha alcun entusiasmo nell’alzarsi la mattina e lavorare per sanare un debito pubblico per cui il lavoratore non ha colpe. L’entusiasmo deriva invece dalla visione di un progetto collettivo futuro che migliorerebbe prima di tutto la qualità del lavoro. Tutta la ricchezza e quindi il welfare di un Paese sono basati sul lavoro ( che oggi è qualitativamente bassissimo) e questo sistema economico è incapace di garantire a tutti i cittadini lavoro, sicurezza sociale, democrazia reale e pace.

Il 15 ottobre a Roma sarà inoltre presente la FIOM (che nello specifico protesta contro l’articolo 8 della manovra finanziaria), presenza questa che darà maggiore concretezza a quelli che altrimenti potrebbero sembrare discorsi velleitari.

Roma 15 Ottobre ore 14 Piazza della Repubblica
Collettivo di Medicina >Codice Rosso<

STUDENTI PER LE LIBERTA’: IL RIDICOLO È IL LORO MESTIERE

Vi sarà capitata tra le mani l’ultima uscita di studenti per le libertà, il gruppo dei piccoli Pdl che le ultime elezioni universitarie avevano spazzato via da Viale Morgagni.
Il loro ritorno è all’insegna della facile propaganda xenofoba: sostengono infatti che gli studenti stranieri sarebbero avvantaggiati nell’ottenere borse di studio, in quanto per certificare il proprio reddito dovrebbero presentare solo un’autocertificazione, mentre gli italiani devono presentare l’Iseeu, sul quale si possono fare i controlli.

Ora, leggere da parte di aderenti al pdl un discorso sul pagare le tasse non può non far quantomeno sorridere: c’è certamente del paradossale nel parlarne, se sostieni un governo che da anni depenalizza i reati finanziari, approva condoni e scudi fiscali, impedisce i controlli, ora elimina anche le detrazioni fiscali che spingevano i clienti a chiedere lo scontrino per alcuni tipi di prestazioni, e ti trovi in uno dei Paesi con la più alta evasione fiscale del mondo occidentale. Non siamo certo noi che possiamo ergerci a maestri in materia!

Tant’è che questi ragazzi, per i quali l’argomento dev’essere risultato un po’ astruso, nell’affrontarlo fanno molta confusione. L’iseeu è infatti un’autocertificazione anch’essa, come la dichiarazione dei redditi e falsarla è molto facile, al punto che secondo l’ultima indagine di Federconsumatori la maggior parte delle famiglie di lavoratori autonomi (gioiellieri, albergatori, ristoratori), rientra nella stessa seconda fascia Iseeu delle famiglie monoreddito di un operaio non specializzato; è quindi evidente che chi può dichiarare meno nella dichiarazione Iseeu (perchè non ha l’incontrovertibile busta paga) lo fa senza alcun problema. I controlli si potrebbero fare, certo, ma con quali risorse, quelle che il governo decurta a tutti gli enti pubblici, dalle Università all’Agenzia delle Entrate?

D’altra parte, gli studenti stranieri che arrivano nel nostro Paese lo fanno nell’ambito di accordi bilaterali, che in questi anni hanno portato al nostro Paese grandi vantaggi, e di sicuro non sono quelli che minano la situazione debitoria dell’Italia, come invece fa quella serie di comportamenti individualisti e antisociali (come l’evasione fiscale) sulla quale il  leader del loro partito ha costruito il proprio successo politico.

CONTRO I BLOCCHI: UN’ALTERNATIVA E’ POSSIBILE!

Il Collettivo di Medicina >CODICE ROSSO< si è sempre dichiarato profondamente contrario al sistema dei blocchi attualmente vigente nel nostro Corso di Laurea: consideriamo inutilmente punitivo e privo di qualsiasi valenza didattica costringere una persona, magari per un solo esame mancante a settembre, a trascorrere quasi un anno con le mani in mano, senza poter sostenere alcun esame dell’anno successivo (di cui pure magari ha seguito il corso), ma continuando a pagare le tasse universitarie.

Le nostre proteste in merito si sono concretizzate nell’elaborazione di una proposta alternativa, basata sull’abolizione dei blocchi e sull’introduzione di un sistema basato sulle propedeuticità: il percorso didattico si articolerà in base agli esami previsti per ogni anno che, secondo una tabella che potete trovare sul nostro sito, sono propedeutici a sostenere gli esami dell’anno successivo; lo studente, almeno fino al quinto anno, sarà automaticamente iscritto al successivo anno accademico, in modo da poter ottenere le firme dei corsi da lui effettivamente frequentati. Verrà così mantenuta una logica sequenza didattica nel percorso formativo (per sostenere anatomia umana, ad esempio, si dovrà aver dato gli esami di istologia e biologia) ma lo studente che, per qualsiasi motivo, sia rimasto indietro a settembre, avrà la possibilità di recuperare l’esame mancante e frequentare i corsi dell’anno successivo, conseguendo le varie firme di frequenza.

Arrivati al quinto anno, per accedere al tirocinio del secondo semestre, sarà indispensabile aver sostenuto Specialità Medico-Chirurgiche 3, Farmacologia e Semeiotica, altrimenti lo studente dovrà ripetere il quinto anno; in questo caso, comunque, non passerà un anno ad aspettare pagando le tasse, ma avrà come minimo sei esami da sostenere, in base al sistema delle propedeuticità.

Questo nuovo sistema consentirà anche di snellire l’organizzazione delle varie attività formative a livello di segreteria didattica: gli immatricolati in un certo anno accademico potranno essere suddivisi in gruppi che si manterranno invariati per cinque anni, almeno cioè fino all’attività di tirocinio..e tutto ciò permetterà anche una più semplice gestione delle AFP e delle attività pomeridiane!

I nostri rappresentati di Corso di Laurea hanno avanzato questa proposta alla Presidentessa. Questa ha accolto con moderato interesse le nostre idee e sono state avviate delle trattative: in occasione dell’ultimo Consiglio però è stato proposto un rinvio della discussione a quando sarà in vigore il sistema informatizzato per la verbalizzazione degli esami (che dovrebbe avvenire entro il prossimo anno).

Il sistema della propedeuticità infatti permette una maggiore fluidità per gli studenti, che avrebbero così la possibilità di organizzarsi con più autonomia per recuperare eventuali ritardi e gestire il loro percorso di studi secondo le proprie esigenze specifiche. E questo ben si sposerebbe con un modello di università davvero formativo e responsabilizzante, supportato da una maggiore rapidità ed efficienza di verbalizzazione. Pertanto riteniamo che questo sistema debba essere applicato al più presto, per evitare da subito agli studenti inutili perdite di tempo.

Durante il Consiglio, inoltre, ci è stata fatta una controproposta: lo spostamento del blocco da settembre alla sessione invernale dell’anno successivo. Pensiamo che questo atto potrebbe apportare un miglioramento alla situazione attuale e rappresenta senz’altro una presa di coscienza del problema da parte della Presidenza, ma riteniamo che il sistema vada modificato alla radice: possiamo continuare ad allargare le maglie dei blocchi, ma ci sarà sempre qualcuno che ci cadrà, perdendo inutilmente tempo e denaro. Riteniamo illogico quindi non tentare di attuare una valida alternativa che estirpi questa contraddizione definitivamente.

Siamo consapevoli che scardinare un sistema consolidato da anni non sarà semplice, ma questa è la direzione in cui vogliamo andare ed andremo fino in fondo!

Collettivo di Medicina >CODICE ROSSO<

Studiare al tempo della crisi

“Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza.

A. Gramsci”

Quest’Anno Accademico inizia nel mezzo di un periodo di forte preoccupazione per l’economia mondiale: dalle colonne dei giornali e dagli schermi tv continuano gli allarmi per una possibile catastrofe futura, e gli appelli a “fare sacrifici” per scongiurarla. Per noi studenti, però, la crisi era cominciata già da un bel pezzo: da svariati anni, infatti, ripetuti decreti messi in atto da governi sia di destra che di sinistra, continuano a far subire agli Atenei pesantissimi tagli ai finanziamenti e al personale. Questi hanno portato alla riduzione dei servizi (tagli alle borse di studio, riduzione dell’orario di apertura delle strutture, aumento delle mense), e nel tempo, bloccando l’assunzione di nuovi ricercatori e docenti, causeranno un grande decadimento della qualità dell’insegnamento e della ricerca. E già prima del decreto 133 del 2008 (l’ultimo disastro legislativo in ambito di tagli alla cultura) eravamo il Paese occidentale che investiva meno nell’Università, e i risultati erano evidenti.

I tagli economici che hanno colpito l’Università Pubblica indicano senza dubbio la via che l’Italia vuole seguire: non investire sui giovani e su un futuro solido , ma creare le condizioni per una società estremamente controllabile e innocua che non nuocia agli interessi di pochi. Fare in modo che sia sempre più difficile studiare ed affermarsi ha caratterizzato le scelte governative dell’ultimo decennio, portando a conseguenze catastrofiche. Viviamo in un paese che cresce, nelle migliori previsioni, di meno dell’ 1% l’anno ed ha un tasso di disoccupazione giovanile del 28,9 %, quasi dieci punti più alta degli altri paesi europei. Se studiare è diventato difficile (e lo sarà sempre di più), è perchè è emerso un disegno politico che affossa la cultura e la conoscenza, e promuove il denaro come unico mezzo per affermarsi. E con successo: p

er la prima volta nella nostra storia, nel 2011 il numero dei giovani che hanno scelto di fare l’università è diminuito. Del resto oggi è più facile trovare lavoro senza una laurea, e quel che politici ed esperti ripetono è che “ci sono tanti lavori che gli italiani non vogliono più fare”, e che quindi per trovare lavoro bisogna abbassare le pretese.

La questione che non viene mai affrontata è che il lavoro di cui c’è bisogno varia a seconda del tipo di scelte economiche e sociali che si fanno: se essere ad esempio un Paese che ha bisogno di architetti, ingegneri e operai qualificati per ristrutturare i nostri palazzi abbandonati e migliorare le nostre infrastrutture, o uno che ha bisogno di manovali per tirar su chilometri cubi di costruzioni mostruose senza progetto né scienza, che rimangono vuote perchè inutili fin dall’inizio, o che implodono alla prima scossa di terremoto causando disastri enormi. Finora si è scelta in tutti i campi la seconda strada: alla Conoscenza intesa come sapere si sono preferite le conoscenze tra politici e trafficanti, a cui vengono affidati finanziamenti miliardari per opere inutili e mal fatte. Noi studenti, che ci impegnamo per raccogliere l’eredità del sapere e utilizzarla al meglio, dobbiamo reclamare con forza, e impegnarci a costruire una società che valorizzi questo sapere: non per un motivo egoistico, ma proprio perchè siamo consci che una società simile sarebbe più prospera, felice, e giusta.

Oggi che i nodi vengono al pettine, noi studenti che già da anni protestiamo per dire che questa strada conduce alla decadenza del Paese ci sentiamo di poter criticare radicalmente le logiche che sono dietro alle manovre del governo, perchè, come tutti ormai in Italia, ci rendiamo conto che non c’è luce in fondo a questo tunnel di crisi che si susseguono, e questi sacrifici che vengono richiesti non porteranno ad alcun miglioramento, ma solo ad altri sacrifici.

Fare ipotesi su scelte da fare è facile quanto impossibile, e fare ipotesi vuol dire anche proporre alternative alla realtà. Una realtà che ci dice che viviamo in un paese che sta attraversando un periodo difficile, un periodo di scelte importanti e decisioni improrogabili, che questa classe politica non ha più l’autorevolezza nè l’inventiva necessarie a compiere.

E’ evidente che il nostro Paese, così come l’Occidente per certi versi, si trova in una empasse, e la svolta non si riesce a leggere da nessuno dei discorsi e proclami che quotidianamente intasano i nostri media. Forse è il momento di smettere di attendere che qualcuno da un giorno all’altro trovi il bandolo della matassa, e cominciare a cercare delle soluzioni, anche parziali, tutti insieme, come cittadini liberi e partecipi.

Il  Collettivo, così come gli altri Collettivi e come i tanti gruppi e comitati con cui interloquiamo e collaboriamo, ha cominciato questa ricerca, partendo nel nostro caso dal quotidiano dei problemi dell’Università e della Ricerca, cioè del pezzo di mondo in cui ci muoviamo: così, occupandoci di ciò che meglio conosciamo, possiamo fornire delle soluzioni. Ed è con queste, e con le altre soluzioni che ciascuno può mettere in atto nella propria realtà, che potremmo comporre un nuovo quadro generale.

Collettivo di Medicina >CODICE ROSSO<

Consiglio di Facoltà del 21 settembre

1) Riguardo alla questione delle modifiche proposte dal governo al curriculum degli studenti di Medicina, noi rappresentanti del Collettivo abbiamo presentato una mozione che impegna la Facoltà a mostrare apprezzamento verso l’idea di fare il tirocinio per l’esame di Stato all’interno del Corso di Studi: essendo tutti d’accordo con noi che in questo modo si fa risparmiare molto tempo (fino a un anno) agl studenti, e si razionalizza il sistema, il Consiglio ha approvato la nostra mozione all’unanimità, e questa verrà così inviata urbi et orbi. Cercheremo così di far pressione sul governo, che per una volta tanto che ha un’idea sensata la deve realizzare!

Riguardo alla questione della divisione della specializzazione in un periodo di 3 anni in cui lo specializzando è sotto contratto con l’Università e il Ministero, e uno di due in cui, pur rimanendo sotto la supervisione della scuola, viene assunto da un’ Asl o da un ospedale, ci sono pareri contrastanti. Alcuni sostengono che non cambierà molto; in generale però, ed è questa l’idea che condividiamo, nel consiglio si è notato che questa idea serve solo a spostare il costo del contratto di specializzazione dallo Stato alle Regioni, continuando lo scaricabarile che ha caratterizzato tutte le misure anticrisi. Tra l’altro, siccome le Regioni i soldi per gli specializzandi li pagherebberò con i fondi per la Sanità, che non verranno certamente aumentati, è probabile che questi contratti serviranno a coprire il fatto che verranno assunti molti meno medici a tempo indeterminato. Insomma, un futuro roseo per noi!

2) Sempre a causa dei tagli al bilancio, il Rettore ha tagliato sostanziosamente i compensi per i membri delle Commissioni dell’esame di Stato delle Lauree abilitanti (quelle triennali delle professioni sanitarie), e questo è un problema soprattutto per le sedi decentrate, in quanto i commissari si debbono sobbarcare molti chilometri per poter espletare il proprio compito. Si è così parlato de problema dei costi delle sedi decentrate (medicina ne ha ben sei): una scelta per noi molto discutibile, che è sembrata molto attraente in quanto gli enti locali garantivano per i primi anni lauti finanziamenti all’Ateneo, ma adesso è sempre più difficile reperire tali fondi.

3) Vengono attivati dei percorsi formativi post-laurea magistrale per chi vuol diventare formatore o professore di professioni sanitarie. Dureranno 2 anni, la sede centrale è a Urbino. Per Scienze Motorie verranno attivati dei tirocini abilitanti all’insegnamento di educazione fisica, uno per le medie e uno per le superiori.

4) I nuovi dipartimenti verranno costituiti probabilmente entro dicembre, dall’insieme dei professori di Medicina, Farmacia e Psicologia (area Biomedica)

5) Viene creata una Commissione che si occupa di verificare quale sarà la situazione dell’organico della Facoltà nei prossimi 3 anni. Poichè per la legge 133 l’80% di quelli che andranno in pensione non potranno essere sostituiti, si stanno preparando degli accordi con Siena (con Pisa sembra esserci meno feeling) per la “condivisione” di docenti nei settori che dovessero rimanere scoperti nelle diverse facoltà (per esempio un senese verrà a insegnare chirurgia toracica a Firenze)

6 e 14 luglio: news da due Consigli di Facoltà molto importanti

  • Nuovo Statuto dell’Ateneo: Tra il 6 e il 14 luglio il Consiglio ha dovuto dare un parere su due parti del nuovo Statuto dell’UniFi: il I titolo che parla dei principi generali, e la Parte sulla Struttura di Raccordo, ovvero l’organismo che, essendo state abolite le Facoltà dalla Legge Gelmini coordinerà i diversi dipartimenti per organizzare la didattica. La maggior parte delle modifiche proposte dalla Facoltà hanno rilevanza soprattutto formale. E’ stata poi accolta la richiesta nostra e degli Studenti di Sinistra di sostituire l’articolo che recitava “il pareggio di bilancio è obiettivo prioritario dell’Ateneo” con una dizione che sarà simile a “il pareggio di bilancio è un prerequisito fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’Ateneo”, dizione che riteniamo sia molto più appropriata, in quanto gli obettivi dell’Ateneo sono ben altri, come l’ampliamento e la trasmissione delle conoscenze; la sobrietà e la razionalità nella spesa devono diventare un nuovo stile di condotta quotidiana, non un parametro separato e astratto da far quadrare a fine anno, magari trovandosi poi a dover tagliare a pioggia, come è stato fatto finora.                                                                                                                                                                              Un altro punto su cui molto si è discusso è la composizione del consiglio della nuova struttura di raccordo tra i dipartimenti, che gestirà la didattica e i rapporti con l’Azienda Careggi.  Per legge questa struttura non può ospitare più del 10 % dei professori dei dipartimenti che vi fanno riferimento, e in facoltà si è calcolato che in questa percentuale non si riescano a far rientrare nemmeno la metà dei presidenti/direttori dei numerosi corsi di laurea e di specializzazione: un consiglio così composto sarebbe non sufficiente rappresentativo. La facoltà ha perciò proposto di non specificare nello statuto la composizione dei consiglio, demandandola al regolamento, per avere più margine di manovra. Questo comunque rimane un grosso rebus, che si potrebbe forse risolvere se i dipartimenti nuovi non fossero una banale suddivisione dell’attuale facoltà, ma fossero misti con i settori affini, come le scienze biologiche o la farmacia; un maggior numero di docenti totale potrebbe far lievitare il numero di rappresentanti nel consiglio. Tra l’altro dipartimenti trasversali sarebbero probabilmente più efficienti e razionali, in quanto raggrupperebbero docenti e ricercatori che svolgono tipi di ricerca simile (ad esempio biologia cellulare), con attrezzature simili, anche se con obiettivi dichiarati diversi: e mentre i diversi campi di interesse possono essere concretizzati dall’adesione a una certa struttura di raccordo (medicina o scienze naturali, ad esempio), la vicinanza oltre a far condividere le attrezzature può servire ad arricchire di stimoli e confronti in più direzioni il lavoro di ricerca.
  • ADE: le ADE (per adesso dei corsi di Medicina e Infermieristica, poi si vedrà), verranno riformate: saranno tutte da minimo 2 CFU, e verranno raggruppate per settori omogenei, con riferimento o alle discipline di base o alle diverse scuole di specializzazione per le quali possono fare punteggio: così gli studenti potranno sapere con largo anticipo e con sicurezza quali ADE frequentare per la loro futura specializzazione.
  • Programmazione didattica: I numeri programmati, in osservanza alle disposizioni del ministero, aumentano un po’ per tutti i corsi di Laurea: Medicina passa a 280 posti, Infermieristica a 615, Fisioterapia a 67 e così via. Chiaramente noi del Collettivo, che siamo da sempre contrari all’idea della selezione all’ingresso, non possiamo che vedere con favore l’idea che si dia a più studenti l’opportunità di seguire il corso che desiderano. Dal momento però che nostro obiettivo è anche di vigilare affinchè venga fornita una didattica di qualità, ci impegneremo a capire come si vuole affrontare logisticamente queso ampliamento, dal momento che per esempio tutte le nostre aule tranne una contengono max 240 studenti, e che il numero dei docenti continua a calare, per cui anche dividere gli studenti in gruppi può essere complicato.
  • A proposito della riduzione dei docenti, è arrivata la richiesta dell’Università di Siena di “prestare” loro un docente di Nefrologia e uno di Malattie Infettive: loro infatti non ne hanno più, perchè per la legge 133 non si possono riassumere docenti per sostituire chi va in pensione. Tra l’altro a Firenze abbiamo solo un docente per ciascuna materia (entrambi associati, nemmeno ordinari), per cui la proposta è quella di condividere i docenti tra le 2 università; il protocollo d’intesa, nella seduta del 14 luglio, è stato poi ampliato al docente fiorentino di Cardiochirurgia, e a un docente senese di Chirurgia Toracica che verrà per alcune ore a Firenze.
  • Specializzandi e contratti: c’è stata una lunga e interessante discussione innescata dal fatto che due professori di Radiologia avevano chiesto al preside l’autorizzazione per far firmare a degli specializzandi del IV e V anno dei referti ecografici. Detto che di questa autorizzazione non c’era necessità, (perchè per legge sono i direttori della scuola di specializzazione che decidono quanta autonomia ciascuno specializzando ha raggiunto, e passi equivalenti in questo senso li fanno già molti specializzandi da sempre), si è però parlato del fatto che il governo vuole modificare i contratti di specializzazione: nell’idea del Ministro gli attuali 5 anni verrebbero divisi in 3 anni con un contratto identico all’attuale, seguiti da un biennio in cui si viene assunti e stipendiati da un ospedale, quindi dal sistema sanitario regionale. Lo scopo della modifica parrebbe essere ancora una volta quello di risparmiare soldi (anche se il sistema sanitario si finanzia con gli stessi soldi, per cui..). Nella discussione è stato fatto notare che si tratterebbe in parte di un ritorno alla situazione di qualche anno fa, in cui le specialistiche duravano 2-4 anni; ci sarebbero però elementi preoccupanti, perchè questi contratti biennali protrebbero essere usati dagli ospedali per rimpiazzare strutturati che vanno in pensione, sempre per risparmiare. Così però si sostituirebbe personale esperto con ragazzi giovani che ogni 2 anni cambiano con altri che vanno formati da capo, e si ritarderebbe l’entrata di quelli già specializzati in ospedale, riducendo i concorsi per i posti da strutturato. Insomma una situazione da tenere d’occhio, perchè potrebbe influenzare pesantemente il nostro futuro e la qualità del sistema sanitario.

Elezioni Universitarie 6 e 7 Aprile 2011



Il 6 e 7 aprile si svolgeranno le elezioni per i rappresentanti degli studenti negli organi decisionali delle Facoltà, dei Corsi di Laurea, dell’ Ateneo.

Il Collettivo di Medicina – Codice Rosso si ripresenta: per continuare con i nuovi rappresentanti a portare avanti le battaglie di questi anni; per presentare agli studenti, con il nostro programma, il lavoro svolto in questi anni e i temi su cui pensiamo di impegnarci in futuro; e per chiedere la riconferma della grande fiducia che gli studenti di Medicina ci hanno sempre accordato, fiducia che ci legittima nella nostra azione.

D’atra parte, ogni due anni si presentano in Facoltà liste create e sostenute dai partiti politici o da altre organizzazioni, che cercano di trasformare per un mese le Facoltà in una sorta di Risiko in cui piantare le bandierine del proprio colore. Qualora riescano ad eleggere dei rappresentanti, questi o spariscono dalla circolazione senza presentarsi ai consigli nè farsi vedere dagli studenti, oppure vengono ai consigli solo per stare in silenzio e votare sempre a favore di qualsiasi cosa venga decisa (fino al caso assurdo della rappresentante di Studenti per le Libertà che ha votato a favore alle mozioni contro il d.d.l Gelmini), e risultando quindi dei rappresentanti inutili.

Quest’anno si presenteranno anche delle liste “di sinistra” (, sostenute da partiti e sindacati. Questo fatto ci fa particolarmente rabbia,

perché in Facoltà c’è già un gruppo, il Collettivo, che si oppone efficacemente ai tagli governativi, che promuove i valori dell’ Università pubblica, della ricerca libera, del diritto allo studio per tutti; un gruppo solido e aperto, in cui chi ha qualcosa da dare in questo senso può in ogni momento venire a confrontarsi e lavorare. Presentarsi invece dal niente, solo per sperare di ottenere voti giocando con l’equivoco dei nomi, vuol dire trattare la Facoltà come un semplice terreno di conquista elettorale. Quest’autunno di mobilitazioni, ha tra l’altro mostrato che i partiti tutti in questo momento sono molto distanti dal capire di cosa l’Università abbia bisogno per essere davvero riformata; e a tutti i livelli, avremmo francamente sperato in un atteggiamento diverso, che iniziasse dall’ascolto e dal confronto con chi in questa realtà lavora da anni.

Per accorgersi della reale intenzione di queste liste, basta fare caso al fatto che quasi nessuno oltre a noi si presenta nei Consigli di Corso di Laurea; perchè sono cariche meno visibili mediaticamente rispetto ai consigli di Facoltà: Noi invece ci puntiamo molto, perchè si tratta degli organi più importanti per gli studenti, in cui si decidono i piani di studio e l’organizzazione della didattica (abbattimento dei blocchi, migliorare le attività pratiche ecc..), senza i quali il lavoro nei Consigli di Facoltà è inefficace.

Il Collettivo, che è completamente libero e indipendente da qualsiasi partito o sindacato, come il gruppo Studenti di Sinistra con cui collaboriamo e appoggiamo nelle elezioni per gli organi centrali d’Ateneo, punta invece ad ottenere il massimo numero di rappresentanti in modo da poterci spartire il lavoro e da essere più ascoltati dai docenti.

Anche quest’anno è importante votare non chi è più spiritoso o ha i volantini più patinati o si richiama al partito del cuore, ma chi dà la garanzia di esserci per i prossimi due anni, in cui tante cose cambieranno nella nostra Facoltà, ed è importante che gli studenti abbiano una voce.

VOTA e FAI VOTARE

Collettivo di Medicina
>CODICE ROSSO<

Agevolazioni Per il Merito

Riguardo alle agevolazioni per il merito, che riducono le tasse per gli studenti che conseguono un certo numero di CFU e con una media alta, il Collettivo si è battuto lo scorso anno perchè i criteri (48, 54o 60 CFU) fossero modificati per essere applicabili anche a Medicina, in cui i CFU convalidabili con esami non sono 60 per anno come nella maggior parte dei corsi. I nostri sforzi sono stati premiati, ma le modifiche sono state messe nel Manifesto degli studi 2010-2011, quindi saranno applicate per le tasse che pagheremo l’anno prossimo.

Siccome non troviamo giusto che una disuguaglianza così palese e ingiustificabile sia perpetrata per un altro anno, ci stiamo muovendo per far sì che un rimborso venga dato già da quest’anno, sotto forma di deroga. E’ però necessario che le richieste vengano intanto inoltrate: per cui invitiamo tutti a presentarvi in questi giorni fino al 30 nonvembre all’informastudenti con il modulo che scaricate sul sito unifi.it.
Nella parte in cui si deve spuntare la fascia di CFU in cui ci si trova, sentitevi liberi di metterla in percentuale: se avete dato cioè tutti gli esami previsti per il vostro anno, spuntate su 60 CFU, perchè se le cose fossero fatte in maniera legale, tutti gli esami dovrebbero voler dire 60 CFU, e in proporzione se ne avete fatti i 5/6 ecc. O se preferite, mettete la somma dei CFU che avete se supera 48, oppure lasciate bianco perchè il criterio adottato per il nostro corso è fatto male.