15 ottobre: United for Global Change
“La borghesia (oggi diremmo: gli avventurieri dell’industria e della finanza) è incapace di dominare poiché incapace di assicurare al suo schiavo l’esistenza persino nei limiti della sua schiavitù, poiché è costretta a lasciarlo cadere in condizioni tali da doverlo nutrire anzichè essere nutrita.”
K. Marx
Gli ultimi tempi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di attacchi speculativi al bilancio pubblico di numerosi Paesi Europei e del Mediterraneo, con conseguenti annunci di tagli alla spesa pubblica da parte dei governi. Nel palcoscenico di queste azioni tuttavia i governi rappresentano soltanto l’esecutore finale, poiché le decisioni vengono prese altrove. Sono infatti le elìte finanziarie europee ( BCE, FMI etc.) che al motto di There Is No Alternative (TINA) impongono una politica di austerity che prevede tagli, privatizzazioni, aumento di tasse e del tasso di sfruttamento, il tutto scaricato sulla qualità di lavoro e di vita dei cittadini.
L’applicazione di questo tipo di politica ha come unico scopo la stabilità dei mercati in modo da rendere gli investimenti dei ricchi speculatori e affaristi meno rischiosi: ma nessuno poi pretende che questi investimenti vengano indirizzati in qualcosa di utile alla collettività.
I governi che ci ripropongono sempre la stessa solfa neoliberista sono in realtà commissariati; i singoli Paesi rappresentano infatti delle variazioni regressive su un tema composto altrove. Questa assenza di sovranità del governo sul pubblico bilancio sta per essere sancita e concretizzata nella Costituzione attraverso l’introduzione di una regola aurea che obbliga il pareggio del bilancio e la crescita
ad ogni costo.
La verità è che ci troviamo nell’intervallo fra due crisi, senza segnali di inversione di tendenza, segno di un sistema che è semplicemente fermo e incapace di garantire uno sviluppo futuro. Eppure, fior fior di pseudo economisti, politici e giornalisti ripetono che bisogna andare avanti in questa direzione di tagli, che bisogna “fare scelte coraggiose”: anche se nella storia queste scelte non hanno mai funzionato, e gli unici Paesi usciti da una situazione di default sono quelli che hanno deciso di ignorare questo tipo di ricette (come l’Argentina). Seguire politiche che si sono dimostrate fallimentari non è coraggioso, è criminale.
Il 15 ottobre aderiremo alla manifestazione di Roma perchè noi crediamo che a questa crisi infinita ci sia un’ alternativa, e che sia nella direzione che gli organizzatori propongono: la visione di un progetto collettivo grande, che non parta dalla distruzione dei beni comuni ma dalla loro valorizzazione.
In ciò si presenta come prosieguo delle lotte dello scorso anno, accomunate dal desiderio di protezione dei beni comuni e che portarono a vari successi (primi fra tutti i Referendum di giugno ) l’acquisizione di una coscienza civile.Così come in passato anche oggi scendiamo in piazza spinti da un’analisi politica, sociale ed economica volta a costruire un’alternativa efficace e risolutiva. E’ la voce di molteplici e plurali forze sociali ed energie collettive che chiedono una ridistribuzione equa della ricchezza, uno stato sociale garantista ed il totale rifiuto di un progetto che vuol farci pagare non solo la crisi, ma anche la sua palliativa soluzione.
Riteniamo che la soluzione debba anche uscire dalla sfera economica per entrare in quella civile del cittadino; in quest’ottica è necessario parlare di creatività e innovazione. Bisogna capire che non si ha alcun entusiasmo nell’alzarsi la mattina e lavorare per sanare un debito pubblico per cui il lavoratore non ha colpe. L’entusiasmo deriva invece dalla visione di un progetto collettivo futuro che migliorerebbe prima di tutto la qualità del lavoro. Tutta la ricchezza e quindi il welfare di un Paese sono basati sul lavoro ( che oggi è qualitativamente bassissimo) e questo sistema economico è incapace di garantire a tutti i cittadini lavoro, sicurezza sociale, democrazia reale e pace.
Il 15 ottobre a Roma sarà inoltre presente la FIOM (che nello specifico protesta contro l’articolo 8 della manovra finanziaria), presenza questa che darà maggiore concretezza a quelli che altrimenti potrebbero sembrare discorsi velleitari.
Roma 15 Ottobre ore 14 Piazza della Repubblica
Collettivo di Medicina >Codice Rosso<
ottobre 13th, 2011
Categories: Novità . Author: collettivo
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