GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE SCENDIAMO IN PIAZZA
GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE SCENDIAMO IN PIAZZA
insieme agli studenti universitari delle altre facoltà di Firenze e insieme ai lavoratori
La giornata mondiale della conoscenza cade quest’anno in un momento cruciale: il rischio che grava su ciascun componente della società italiana è altissimo, sebbene la percezione di questo pericolo non sia altrettanto matura.
Perchè andare dunque in piazza ora?
Badate bene: qui nessuno sta puntando capricciosamente i piedi, nessuno vuole sottrarsi dal fare dei sacrifici; quello che noi andremo a dire, quello che è necessario affermare con forz a, è che i sacrifici da compiere, inevitabili ormai, devono essere ripartiti in maniera giusta.
Giustizia è una parola attorno a cui ci vogliamo stringere, per dire che noi studenti non siamo dei ragazzini viziati, che i lavoratori non sono dei privilegiati abbarbicati ai propri diritti, che siamo tutte persone di buon senso pronte a fare la propria parte,
ma troviamo intollerabile che i sacrifici maggiori vengano scaricati sulle fasce meno tutelate della società, su chi ha finora vissuto onestamente del proprio lavoro e su chi un lavoro a stento riuscirà a trovarlo, senza invece toccare chi di questa crisi è proprio il responsabile (pensioni e tasse universitarie sì ma tassa sulle transazioni finanziarie no, per esempio).
Un’altra parola è credibilità. Se ne parla tanto in questi giorni, ma quasi sempre impropriamente: il nostro Paese non è credibile, ma perchè? Non solo per le vicende grottesche di Berlusconi, sicuramente, o per il debito pubblico ,che non è superiore a quello di tanti altri Paesi.
Pensiamo invece al fatto che in Italia si spende ogni anno nell’Università un quarto di quel che si spende per l’esercito, e il numero dei giovani che studiano e che lavorano sta diminuendo sempre più.
Pensiamo al fatto che alluvioni e terremoti producono da noi danni come solo nei Paesi del Terzo mondo, e ci costano più del peggior crollo della Borsa, e nonostante questo anche questa manovra incentiva la speculazione edilizia e il danneggiamento del territorio.
Pensiamo al fatto che l’opposizione sta lasciando passare senza opporsi una manovra in cui si liberalizza la vendita delle armi, dicendo che è per uscire dalla crisi.
Credibilità non vuol dire solo indici astratti, vuol dire mostrare di saper progettare un futuro, parlare dei grandi temi apertamente senza sotterfugi, ed è proprio quello che questo sistema economico e politico non sa fare, ogni giorno è più evidente.
Dunque andiamo in piazza per reclamare giustizia nella gestione della crisi e, in fondo, per quell’anelito che muove cuori e menti umane dalla notte dei tempi: creare una società migliore.
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