IL FUTURO DELLA NOSTRA FACOLTA’

In seguito ai tagli previsti dalla legge 133 di Tremonti e anche in base a quanto scritto nella legge 180 del Ministro Gelmini, e grazie soprattutto alla cattiva gestione dell’Ateneo degli ultimi trent’anni, la nostra università’ dovrà fronteggiare una consistente riduzione dei fondi sul bilancio dei prossimi anni.

Il Governo giustifica tutto ciò con il voler punire gli sprechi e i baroni, ma stiamo già vivendo sulla nostra pelle, quella degli studenti, le prime conseguenze di queste leggi “Robin-Hood”: orario ridotto delle biblioteche, chiusura delle Facoltà ogni sabato, orario ridotto delle segreterie, chiusura dell’ufficio Erasmus, riduzione dei corsi di lingua del CLA…. e chissà quanti altri fondamentali servizi saranno tolti a noi studenti, il tutto senza intaccare minimamente le baronie o i reali sprechi dell’università!

La Facoltà di Medicina in particolar modo ha intrapreso una via di fuga, che a prima vista può sembrare plausibile ma che lascia aperte molte domande.

Stiamo parlando del tanto vociferato “PROGETTO REGIONE”.

La Regione Toscana ha salvato l’Ateneo dalla bancarotta acquistando alcuni edifici di proprietà dell’Ateneo (la casa dello studente Calamandrei, l’edificio di Cliniche Mediche), donando 8 milioni di euro in cambio dell’utilizzo dei brevetti che usciranno dalla Facoltà di Medicina nei prossimi tre anni; la Regione potrebbe occuparsi di gran parte delle spese dell’Ateneo grazie alla possibilità, prevista dalla legge 133, di trasformarsi in Fondazione di Diritto Privato.

Il nostro Ateneo quindi potrebbe diventare una Fondazione, il cui primo finanziatore sarà la Regione Toscana.

Questa soluzione a prima vista è certamente molto migliore rispetto al temuto ingresso dei privati nella gestione dell’ Ateneo, ma analizzando bene la situazione, e soprattutto dopo aver partecipato a incontri con esponenti della Regione, vengono alla luce le seguenti questioni:

1- la Regione non darebbe i suoi (NOSTRI!) soldi senza esigere un cambiamento della situazione attuale.

In Giunta Regionale è stato detto che si potrebbe andare verso un progetto di UNIVERSITA’ UNICA REGIONALE, eliminando quindi i doppioni dei Corsi di Laurea dei tre Atenei toscani (Firenze, Pisa, Siena).

Cosa vuol dire eliminare i doppioni? Una sola Facoltà di Medicina in tutta la Toscana? Con quanti iscritti? In quale delle tre città?

2 – la Regione vuole entrare nel Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, l’organo in cui vengono prese tutte le decisioni in ambito finanziario (assunzioni di docenti e personale, apertura/chiusura di Corsi di Laurea, costruzione o affitto di nuove strutture, gestione dei servizi agli studenti in generale ecc..) tramite alcuni dei suoi rappresentanti, rispondenti direttamente a dei partiti politici.

Noi crediamo che l’Università debba essere svincolata dagli interessi dei politici per garantire l’insegnamento e l’apprendimento libero da ogni pregiudizio, senza diventare un ulteriore terreno di lotta nella spartizione dei privilegi dei politici.

Per questo motivo in Consiglio di Facoltà, mentre si discuteva del Progetto Regione, abbiamo ribadito più volte che l’interesse primo dell’Università dev’essere quello di formare cultura e innovazione scientifica, e che gli interessi degli studenti devono essere tutelati. Ci siamo opposti all’inserimento dei rappresentanti della Regione nel Consiglio di Amministrazione, consci comunque del fatto che i soldi della Regione ci servono e che questa non può regalarli a chi fino ad ora ha gestito l’Ateneo portando avanti solo gli interessi delle baronie.

Nelle riunioni con assessori regionali e personale dell’Università abbiamo anche formulato delle proposte alternative, che prevedono che la Regione dia dei soldi, ma VINCOLATI A DEGLI INVESTIMENTI PRECISI (ad esempio: un tot per le segreterie studenti, un tot per stabilizzare i precari, un tot per assumere docenti nelle Facoltà in cui mancano, ecc) di modo che il Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo continui a mantenere la sua libertà decisionale in ambito di didattica e attivazione dei Corsi, ma senza poter favorire i baroni.

Inoltre abbiamo ribadito il pericolo che corre l’Italia se segue le soluzioni proposte da questa legge che vuole accollare il peso economico dell’Università e degli Ospedali alle Regioni: quello di andare incontro ad una regionalizzazione dell’Istruzione e della Sanità, con la conseguenza che alcune – poche – fortunate Regioni potranno avere un libero accesso alla salute e alla cultura, altre faticheranno a garantire questi diritti di base ai loro cittadini.

Continueremo a tenere gli studenti informati degli importanti passi che la nostra Facoltà sta compiendo in questi mesi e non permetteremo che nelle discussioni e nelle votazioni sia messo in discussione il libero accesso ai più alti livelli dell’istruzione per tutti.