Agevolazioni Per il Merito

Riguardo alle agevolazioni per il merito, che riducono le tasse per gli studenti che conseguono un certo numero di CFU e con una media alta, il Collettivo si è battuto lo scorso anno perchè i criteri (48, 54o 60 CFU) fossero modificati per essere applicabili anche a Medicina, in cui i CFU convalidabili con esami non sono 60 per anno come nella maggior parte dei corsi. I nostri sforzi sono stati premiati, ma le modifiche sono state messe nel Manifesto degli studi 2010-2011, quindi saranno applicate per le tasse che pagheremo l’anno prossimo.

Siccome non troviamo giusto che una disuguaglianza così palese e ingiustificabile sia perpetrata per un altro anno, ci stiamo muovendo per far sì che un rimborso venga dato già da quest’anno, sotto forma di deroga. E’ però necessario che le richieste vengano intanto inoltrate: per cui invitiamo tutti a presentarvi in questi giorni fino al 30 nonvembre all’informastudenti con il modulo che scaricate sul sito unifi.it.
Nella parte in cui si deve spuntare la fascia di CFU in cui ci si trova, sentitevi liberi di metterla in percentuale: se avete dato cioè tutti gli esami previsti per il vostro anno, spuntate su 60 CFU, perchè se le cose fossero fatte in maniera legale, tutti gli esami dovrebbero voler dire 60 CFU, e in proporzione se ne avete fatti i 5/6 ecc. O se preferite, mettete la somma dei CFU che avete se supera 48, oppure lasciate bianco perchè il criterio adottato per il nostro corso è fatto male.

Giovedì 11, 18, 25 novembre Rok’n roll + Musicando sui Generis!


ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI DI VIALE MORGAGNI MARTEDI’ 26 OTTOBRE, ORE 10 PLESSO DIDATTICO MORGAGNI, ATRIO

Il rinvio dell’approvazione del ddl 1905 sull’Università a dicembre apre una nuova prospettiva a tutti coloro che intendono lottare per far si che questo ultimo e definitivo attacco all’istruzione pubblica
non passi.

L’Assemblea Nazionale di Roma ha sottolineato molti nuovi aspetti di questo movimento, una comunione di intenti che non comprende unicamente la lotta per l’Università ma che sa fare propri e valorizzare anche moltissimi altri aspetti del nostro Paese: le lotte dei lavoratori, dei sindacati, dei precari per il diritto al lavoro, quelle per la scuola pubblica, i beni comuni, per le tematiche ambientali e sociali riescono finalmente a dialogare e a darsi una prospettiva comune. Un movimento in grado quindi di essere propositivo e realmente in grado di proporsi come alternativa.
In questo contesto è necessario chiamare un’assemblea con tutti gli studenti che vivono tutti i giorni l’università e che vogliono lottare per difenderla o semplicemente informarsi su cosa sta succedendo: perché il ddl per il momento non è passato, cosa è successo a Roma settimana scorsa, come muoverci da ora in poi, quali sono le prossime
date…
é necessaria anche una riflessione sui nostri spazi qui dentro, perché se vogliamo che l’Università sia riformata per davvero, e non aziendalizzata e dissanguata di tagli, dobbiamo cambiare il modo in cui noi per primi troppo spesso la viviamo: non solo un luogo di passaggio, ma soprattutto un posto ed un periodo da vivere ed in cui formare la nostra coscienza.

Per rivendicare i nostri spazi, contro il ddl 1905 e la riforma dell’università, per un’alternativa finalmente possibile.

Collettivo Farmacoresistenza – Farmacia
Collettivo Filo da Torcere – Ingegneria
Collettivo Codice Rosso – Medicina
Collettivo di Scienze

La Fine dell’Università

L’Antefatto
L’Italia è il Paese europeo che investe di meno in istruzione e ricerca, da quando due anni fa è stata approvata la legge 133 : allora si formò un forte movimento studentesco, che per un periodo riuscì a portare la Scuola e l’Università al centro del dibattito pubblico. Ma non durò a lungo, la politica si dimostrò trasversalmente sorda, e ben presto i telegiornali tornarono a occuparsi di scandali, nani e ballerine, mentre gli studenti e i lavoratori della conoscenza venivano lasciati a se stessi. L’Italia ha anche una disoccupazione giovanile spaventosamente alta: le due cose saranno mica collegate?

Dal momento dell’approvazione della 133, tutti sapevano che sarebbe arrivato prima o poi un attacco più consistente: gli studenti cercavano di avvertire l’opinione pubblica, i ricercatori, vittime annunciate, si organizzavano; i rettori e i baroni intanto, mantenevano le università come congelate, mentre cercavano di trattare col ministro Gelmini, per salvare brandelli del loro potere. Intanto, silenziosamente, gli effetti dei tagli si concretizzavano in peggioramenti dei servizi: e per molte Università, come Firenze, il 2011 sarà, se niente cambierà, l’anno della bancarotta.

Il Fatto
Siamo infine arrivati alla approvazione in Senato della legge Gelmini, con l’appoggio anche di parte dell’opposizione. Questa legge prevede che:
-Il governo dell’Ateneo sia tutto in mano al Consiglio di Amministrazione: questo non sarà più eletto, ma nominato da Rettore in maniere non specificate, e soprattutto dovrà obbligatoriamente contenere membri esterni all’Università, scelti anche qui non si sa come; il Senato Accademico avrà funzioni subordinate.
-le facoltà scompaiano: i dipartimenti dovranno coordinarsi tra loro in un modo nuovo e poco chiaro, con strutture di raccordo neppure definite nella loro denominazione;

-I ricercatori non siano assunti più a tempo indeterminato come oggi, ma per soli tre anni, rinnovabili a sei: dopodichè potranno provare ad essere presi come professori, mentre la maggioranza dovrà abbandonare il proprio lavoro e reinventarsi una vita a 35 anni -l’assunzione dei professori sia a chiamata diretta dai dipartimenti, con più potere alle cricche baronali dentro l’Università.
-Si crei un prestito per gli studenti: dando per scontato che i servizi offerti si ridurranno ancora per i tagli, e che dunque diventi impossibile per molti sostenersi economicamente durante gli studi, il governo copia il sistema americano, con lo studente che si indebita per laurearsi, e si affaccia poi sul mondo del lavoro già con l’handicap di dover restituire i soldi allo stato (tra l’altro, ricordiamo che questo sistema d’indebitamento ha causato negli USA la crisi finanziaria ed economica in cui siamo tuttora).

I ricercatori, di fronte a questo attacco frontale al loro futuro, hanno reagito con un gesto forte, ritirando in massa in molte Facoltà la disponibilità ad insegnare: cosa che avevano fatto in questi anni gratuitamente, e senza che fosse nei loro compiti, ma solo per colmare le falle che le successive “riforme” dell’Università avevano creato; si erano così tenuti in piedi, un po’ all’ italiana, tanti corsi con le poche risorse, a danno della ricerca e della qualità del sistema. Ora i ricercatori hanno detto basta, facendo precipitare la situazione, e molti corsi sono stati bloccati o annullati. Anche i professori si sono così dovuti scuotere dall’atteggiamento ambiguo che li aveva caratterizzati in questi mesi, e in molte Università la protesta prende piede. A Firenze, l’8 Ottobre gli studenti scenderanno in piazza; il 14 ad Agraria è indetta l’assemblea di Ateneo.

Anche la Facoltà di Medicina, buona ultima, ha dichiarato la sua volontà di modificare i principali aspetti della Legge; noi del Collettivo abbiamo appoggiato questa scelta, pur intervenendo per attaccare duramente la Facoltà e le sue scelte di questi anni. Pensiamo infatti che il sistema attuale, con le baronie, le lotte di potere e un grande scadimento della qualità della didattica, sia in parte responsabile della situazione in cui ci troviamo.

Il Disegno Gelmini, e i continui tagli di Tremonti, uccidono l’Università, la sottomettono a logiche di azienda che si sono rivelate già perdenti in tanti altri settori del nostro Paese, e condannano l’Italia a un ritorno indietro di cent’anni. Per difendere il nostro diritto alla conoscenza e al futuro, dobbiamo contrastarli, e soprattutto cogliere l’occasione per chiedere che ci sia una riforma vera dell’Università, con investimenti seri e un rilancio della sua funzione sociale.

Elezioni al Corso di Medicina: un’altra occasione sprecata

Il 20 settembre scorso si sono svolte le elezioni per il rinnovo del presidente di Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia. E’ doverosa una premessa: come Collettivo di Medicina non abbiamo mai partecipato alle votazioni per questa carica, in quanto pensiamo che il nostro compito come rappresentanti sia quello di lavorare in modo costruttivo per gli studenti con qualunque presidente del corso di laurea, senza sostenere un candidato in particolare sulla base di aleatorie “promesse elettorali”, correndo poi il rischio di vedere strumentalizzato il voto degli studenti.

Detto questo, in occasione di queste ultime elezioni, la scelta sarebbe stata semplice: il candidato era uno solo, come accade di solito in questi casi.
Un secondo aspirante alla carica di presidente stavolta c’era, per la verità, ma la sua candidatura ha sollevato non poche polemiche, finite sui giornali, a proposito di presunte frizioni e correnti all’interno della Facoltà; perciò lo sfidante si è ritirato, con il beneplacito della Facoltà.

Ci sembra inaccettabile che una posizione di cruciale importanza per l’organizzazione del nostro percorso di studio, come quella del Presidente di Corso di Laurea, diventi preda di giochi di forza e di tensioni all’interno della Facoltà, che fanno inesorabilmente scivolare in secondo piano la volontà e l’interesse di far davvero funzionare il nostro corso di laurea. L’attenzione per la formazione dei futuri medici è evidentemente subordinata a ben altro ordine di dibattito, incentrato piuttosto sulla conferma di posizioni di potere.

In un periodo in cui di nuovo il governo taglia sull’Istruzione pubblica e sulla ricerca riteniamo che dall’Ateneo dovrebbero provenire segnali di interesse concreto per gli studenti, per una formazione e una didattica di qualità, non questi atteggiamenti spia di baronie radicate, contro cui da sempre ci battiamo. Solo un atteggiamento trasparente e una maggiore dedizione alla propria funzione sociale possono riavvicinare l’Università all’opinione pubblica, e farla uscire dall’immagine di “covo di fannulloni e baroni” che il governo e i suoi mass-media le hanno affibbiato per giustificare i tagli

Pensiamo che l’Università debba essere libera da ogni gioco di potere, costruita ponendo al centro del suo interesse il percorso degli studenti e la loro formazione: un’ Istituzione Pubblica fondamentale per la società, non certo uno spreco!

Numero Chiuso: Problema Aperto

Anche questo settembre ha visto il Polo Morgagni mobilitato per i test d’accesso alle facoltà a numero chiuso, e anche quest’anno sono scoppiate polemiche per irregolarità nella prova. Anzi, sembra che ogni volta sia peggio, che sempre più la tensione e la sofferenza delle centinaia di studenti che si giocano in un paio d’ore un bel pezzo di futuro, vengano messe in ridicolo dal balletto di denunce, mezze ammissioni, smentite, ricorsi, articoli di giornale. Quest’anno poi, con la tavola periodica lasciata in due aule, lo scandalo sui media, il congelamento per giorni delle graduatorie, e la probabile invalida di alcune prove, siamo arrivati alla comica finale.
Al di là dell’esito legale di questa faccenda, quello che interessa noi studenti che c’impegnamo per migliorare le cose nella facoltà (perchè è da essa che dipende la qualità della nostra formazione), sono soprattutto due punti.

Innanzitutto ci rendiamo tutti conto, ancora una volta, dell’inaccettabile stato di confusione organizzativa che regna a Careggi, almeno per quel che riguarda i servizi agli studenti: ci sbattiamo il muso in continuazione per tutto l’anno, e sempre lo denunciamo con forza, ma vedere che, nemmeno nel momento di massima esposizione mediatica, si sia più in grado di offrire un servizio decente, malgrado il numero stratosferico di docenti che insegnano a Medicina, è da far cascare le braccia; e ci sembra che sia ora più che mai il momento di premere tutti insieme sugli organi perchè si inverta questa situazione penosa, prima che inizi a influire pesantemente sul nostro percorso universitario.

Più in generale, poi, quello che è avvenuto mette sempre più in evidenza come sia assurda questa modalità di selezione dei futuri medici e operatori della Sanità, un quizzone stile “chi vuol esser milionario”, con domande di cultura spesso discutibili, e argomenti di chimica-biologia che verranno poi riaffrontati al primo anno di università. Tutti noi che ci siamo passati sappiamo quanto il test sia inadatto a indicare chi è più “portato a fare il medico”. Tutti conoscono qualcuno che “meritava” di entrare e per l’emozione o altre cirocostanze simili, ha dovuto perdere un anno nell’assurdo limbo di corsi come Biologia invasi da studenti “fermi un giro”, o rinunciare del tutto; e d’altra parte tanti, che a 19 anni avevano tra le possibili idee quella di fare il medico o il fisioterapista, dopo due o tre anni hanno, com’è legittimo e comprensibile, cambiato idea, tutti “posti” (in media uno su 5, mica pochi), che per l’assurda rigidità di questo sistema rimangono vuoti.
E i corsi di Medicina, poi, sono tutti modellati a partire da questa idea, che la selezione è già stata operata, per cui bisogna spronare tutti gli studenti a laurearsi in tempo, con i blocchi e le propedeuticità rigidissime, che non lasciano libertà di organizzazione del proprio percorso allo studente.

Pian piano, tante voci, anche alcuni presidi, si levano contro il test, anche se pochi ancora mettono in discussione l’idea del numero chiuso, di selezionare chi sarà il più adatto a fare il medico, prima ancora di aver iniziato a studiare medicina; ma è questa l’idea sbagliata, sia dal punto di vista della libertà e del diritto allo studio, in quanto ciascuno studente dev’essere libero di studiare quello che gli pare, visto che l’Università è pagata con le tasse di tutti (e non si può certo sostenere che i servizi che ci vengono offerti sono tali che non si possa estendere il numero degli studenti); sia dal punto di vista dell’efficacia nel selezionare i migliori, in quanto tutti sappiamo che Medicina e i corsi triennali sono molto duri, e che solo una grande motivazione può sostenerci fino in fondo.
Per cui anche senza quiz la selezione si opererebbe comunque, in maniera spontanea, soprattutto se, come si sta iniziando a fare, si affiancano da subito ai corsi teorici dei tirocini che portino lo studente a contatto con la realtà del reparto e della malattia, e di fronte alla domanda che da sola dovrebbe costituire il test d’ammissione: ma io nella mia vita, è questo che voglio fare?

Cena del Collettivo di Medicina_Rossi di Sera! Giovedì 3 Giugno

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Più Spazio Agli Studenti

L’Università di Firenze, e in particolare l’area Morgagni-Careggi, è carente di spazi per gli studenti: nel Plesso e nei vari locali della Facoltà di Medicina, al di fuori delle aule di lezione e di qualche scarso spazio-studio, si hanno solo il bar, le stanze dello Sguanci e la banca; non un metro quadro di queste gigantesche costruzioni viene destinato a quei momenti essenziali nella giornata di ogni studente che sono il riposo, la conversazione, lo scambio con gli altri, momenti senza i quali lo studio diventa insopportabile; e anche gli spazi verdi intorno sono praticamente inaccessibili.

Il nostro Collettivo ha sempre cercato di trovare e tenere degli spazi per gli studenti, cosa che a Medicina è particolarmente difficile. Prima c’era lo scantinato in biomedica, ma è stato trasformato in archivio; l’anno scorso eravamo riusciti dopo molte richieste a far riaprire un’aula da anni inutilizzata al cubo, ma in poco tempo è stata ridestinata alla didattica e per le tesi. Sempre al cubo il progetto del prof. Formigoni, che aveva cercato di tenere aperta l’aula con i computer, anche come spazio di aggregazione e socializzazione, è stato via via affossato con vari impedimenti.

Per quanto riguarda il Plesso di Viale Morgagni, insieme agli altri Collettivi abbiamo più volte sollevato il problema dell’assenza di spazi e chiesto che venisse concessa un’aula gestita dagli studenti; ma i dirigenti del Polo, malgrado ci siano grandi aule inutilizzate, ci hanno permesso solamente l’utilizzo di uno sgabuzzino in un ala del secondo piano; soluzione che, malgrado i nostri sforzi, non poteva funzionare; poi, come se non bastasse, hanno deciso di toglierci anche quel minuscolo spazio, per destinarlo alla “didattica” (quando in realtà all’interno non verrà fatta lezione ma verranno fatte proiezioni per al massimo una decina di “utenti”, come se mancassero aule fornite di megaschermi e proiettori!); noi continuiamo sempre a richiedere con forza che sia assegnato agli studenti uno spazio adeguato.

E la biomedica, dove passiamo giornate intere? Anche qui non c’è un angolino dove si possa tirare il fiato, a meno di non sedersi a cavalcioni sul terrazzo all’ingresso (dove per fortuna riuscimmo a far piazzare dei tavolini), o bivaccare nei corridoi, braccati come “ladri” dal personale della biblioteca, perché non sono luoghi adatti: e infatti è così, ma dov’è in tutta la facoltà di Medicina un luogo adatto?

La nostra pressione sulla direzione del Polo per trovarne uno è costante, e siamo fiduciosi che prima o poi uno spazio adatto nei paraggi della biomedica salti fuori. E’ importante però che tutti ci aiutino in questo confronto, affinché si capisca che è forte tra gli studenti l’esigenza di uno spazio, e che non si può continuare a considerarci l’ultima delle priorità.

Pillole: La prescrizione dei farmaci….

Sapete cosa si cela dietro un farmaco?
Perchè la classe medica odierna è quasi schiava delle industrie farmaceutiche?

I Collettivi di medicina e farmacia vi offrono uno spunto di riflessione:

farmaci

Passaggio al nuovo ordinamento LM-41

Qui di seguito il link per i moduli per il passaggio al nuovo ordinamento per il corso di laurea “Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia:

Moduli Passaggio

Ricordiamo che il passaggio deve essere effettuato entro il 28 Febbraio 2010

Collettivo di Medicina >Codice Rosso<