Tasse universitarie!
A maggio 2007 è stata portata in Consiglio di Amministrazione la nuova proposta di fasciazione per le tasse studentesche; in base a questa aumentavano le tasse per la maggior parte degli studenti a fronte di inconsistenti diminuzioni per gli studenti nelle fasce più basse. Per esempio, chi era in fascia massima (reddito di 50.000 euro, quasi il 60% degli studenti), passava da 1300 a più di 2000 euro, un aumento netto di 700 euro l’anno!
Oltre a ciò cambiava il metodo di calcolo del reddito familiare da ICE a ISEE, quindi era impossibile fare previsioni su quanti studenti sarebbero rientrati in ciascuna fascia e su quale sarebbe stata la reale entità delle entrate nelle casse dell’Ateneo.
Da molti anni, infatti, il nostro Ateneo viola la legge chiedendo, sotto forma di tasse studentesche più di quanto non sia consentito, cioè più del 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario. L’unico modo per riavere questi soldi è sempre stato il ricorso collettivo al TAR fatto da noi studenti.
Per questi motivi insieme a Studenti di Sinistra e agli altri Collettivi abbiamo indetto assemblee informative per gli studenti, e tramite i nostri rappresentanti in Consiglio di Amministrazione abbiamo chiesto:
- che fosse effettuato un periodo di prova di un anno (come già avevano fatto altri Atenei italiani) senza aumentare immediatamente le tasse. In questo periodo gli studenti avrebbero potuto consegnare i moduli ISEE, e sulla base di questi si sarebbe potuto stabilire quale doveva essere la contribuzione per ogni fascia.
- che fosse aumentato il numero di fasce, in modo da consentire una distribuzione più graduale degli studenti nelle stesse.
- che fosse creata la “fascia zero” per gli studenti con reddito inferiore a 17500 euro ISEE. La soglia di povertà nazionale è inferiore a questa cifra, ma riteniamo che uno studente con tale reddito debba poter agevolare di qualche forma di sostentamento nel suo percorso di studi. Ad esempio, studenti che perdono la borsa di studio perché non sono in pari con gli esami, per meritarsi la borsa dovevano avere un reddito molto basso. Non si capisce come, una volta persa la borsa di studio, persone che erano considerate povere possano cominciare a pagare le tasse universitarie normalmente!!
- che fosse rispettato il vincolo del 20% del FFO stabilito per legge, che impone di non prelevare dalle tasche delle famiglie più del 20% di quello che il Ministero versa ad ogni Ateneo.
- che chi fosse in fascia massima per un reddito di 50.000 euro (basta avere due genitori dipendenti statali e una casa a Firenze, mica tanto altro!) non dovesse pagare 2000 euro l’anno per frequentare l’università!
In totale opposizione gli studenti di Lista Aperta, AFFERMANDO UNA PRESENZA MA NON UN’IDEA, hanno continuato ad appoggiare la proposta del Rettore che, come poi si è visto quando è arrivato il primo bollettino da pagare, ha portato ad un aumento generalizzato delle tasse studentesche.
Grazie al voto determinante dello studente Stefano Pichi Sermolli, rappresentante in Consiglio di Amministrazione per LISTA APERTA, la proposta del Rettore è stata approvata. Di conseguenza, a settembre 2007 gli studenti si sono visti arrivare dei bollettini con cifre esorbitanti da pagare per potersi iscrivere all’Università! La mobilitazione studentesca è ripresa con maggior vigore, si sono succedute occupazioni in tutte le Facoltà, sono stati raccolti moduli fac-simile di rinuncia agli studi ed è stato più volte incontrato il Rettore… finché non siamo riusciti a far ammettere al Rettore e al Consiglio di Amministrazione che noi studenti AVEVAMO RAGIONE!
Infatti, dati alla mano, l’Ateneo aveva incassato 36 milioni di euro (mica briciole!) in più rispetto a quanto concesso per legge, e questo chiedendo ingiustamente molti soldi agli studenti.
Grazie alla mobilitazione dei Collettivi e di Studenti di Sinistra, mentre ancora Lista Aperta continuava ad affermare contro ogni evidenza che le tasse non erano aumentate, siamo riusciti a :
- far rendere i soldi illecitamente sottratti sotto forma di “sconto” dell’80% sulla prima rata di quest’anno. La prima rata del 2008-2009 è stata molto più bassa del solito! (l’Ateneo sta tuttora continuando a rendere soldi agli studenti!!!)
- aumentare il numero di fasce da 7 a 9, portando la fascia massima da 50.000 euro a 75.000 euro di reddito.
- inserire la “fascia zero”.
Questa è stata una vittoria per tutti gli studenti, che mobilitandosi, e non difendendo a occhi chiusi la politica del Rettore, sono riusciti a garantire un reale diritto allo studio.
